Il più grande tradimento della storia: Francia 13 ottobre 1307

In questa giornata si compiva il malefico piano ordito da Filippo IV di Francia ai danni dei Cavalieri del Santo Sepolcro, conosciuti come i Templari.
Piano ordito con mesi di anticipo, le missive con all'interno gli ordini di arresto per tutti i cavalieri del tempio e per la confisca di tutte le loro innumerevoli sedi, infatti, arrivò a maniscalchi, sceriffi e soldati di tutto il Regno di Francia con un mese d'anticipo.
Le accuse mosse all'onorevole ordine erano tremende: sodomia, blasfemia ed idolatria. Il piano funzionò magistralmente in tutta la Francia, i Templari vennero prima radunati con la scusa di accertamenti fiscali e poi arrestati.
La motivazione che aveva spinto Filippo il Bello di Francia nipote di Luigi IX il Santo a tradire i compagni d'arme del nonno era solo e solamente una: l'oro.
Le finanze francesi dopo anni di guerre e crociate erano pressoché esaurite, e i templari, i banchieri più importanti del tempo, non erano più disposti a prestare il denaro ai francesi, denaro che difficilmente avrebbero rivisto.
Così il Re pensò bene di prenderlo in altro modo. Filippo era anche sicuro di avere l'appoggio del Papa Clemente V, succeduto da poco al ben più combattivo Bonifacio VIII, e costretto coattivamente a trasferire la sede papale ad Avignone.
In Italia, Cipro e Inghilterra si segui l'esempio francese sotto ordine papale e tutti i templari vennero arrestati e condannati, tranne che nel Nord Italia, grazie al vescovo di Ravenna, titolare del processo, che assolse tutti i templari incarcerati.
In Spagna e Portogallo l'ordine fu costretto per sopravvivere a cambiare nome. In Scozia invece non si perseguirono i Templari in nessun modo.
Sette anni durò il processo più importante, quello Francese.
Sette anni dove i rosso crociati, uno ad uno, dopo indicibili torture, confessarono. Molti morirono, altri vennero liberati e costretti a entrare in conventi di clausura o in altri ordini monastici.
Jacques de Molay, l'ultimo maestro dell'Ordine, il quale in un primo momento aveva confermato le accuse, le ritrattò, venendo dunque arso sul rogo assieme a Geoffrey de Charney, numero due dell'ordine, il 18 marzo 1314, davanti alla cattedrale di Parigi, sull'isola della Senna detta dei giudei.
Il Gran Maestro si dice lanciò morente una maledizione, che viaggiando sulle onde colpi il Papa ignavo e il traditore Filippo, la maledizione era tremenda: Tutti e due sarebbero morti entro l'anno.
Celeste V morì il 20 aprile 1314
Filippo IV morì il  29 novembre 1314.

di Giacomo Gioacchini

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