Un accordo tra sinistra e centro per Della Fina dopo Concina

La politica che si rimette in movimento assume la forma di un’alleanza destra-sinistra capace di sintetizzare e “mixare” le esperienze delle ultime due giunte comunali che hanno guidato Orvieto, quella di Stefano Mocio e quella di Toni Concina. L’aiuto che una parte del Pd avrebbe dato a Concina nel segreto dell’urna all’epoca delle elezioni amministrative del 2009 per azzoppare la candidata del Pd Loriana Stella, invisa ai mociani che aveva sconfitto alle primarie del partito, è stata insomma solo la strizzatina d’occhio tra avversari apparenti che, dopo la buona riuscita di quel fidanzamento mascherato, adesso pianificano un matrimonio d’interesse alla luce del sole.



Una santa alleanza stretta per tagliare fuori dai giochi la sinistra estrema, marginalizzare il Pdl e per consolidare un progetto politico tutto giocato intorno ai protagonisti del Pd come Stefano Mocio, Marino Capoccia, ma anche personaggi passati dal Pd a Concina del tipo di Marco Frizza e Roberto Meffi, ciò che rimane dell’associazione “Orvieto Libera” e spezzoni dell’Udc senza escludere l’apporto del deputato democratico Carlo Trappolino.





Il garante ed il candidato a sindaco di questo inedito cartello elettorale sarebbe Giuseppe Della Fina, ex assessore della giunta Mocio che coprirebbe il fronte sul versante cattolico. Contro questa ipotesi di cui si comincia a parlare anche in previsione di possibili elezioni anticipate rispetto alla scadenza naturale del 2014, si scaglia Paolo Borrello, già candidato a sindaco come indipendente di sinistra, secondo cui a questo disegno guardano con favore anche ambienti legati alla fondazione Cassa di risparmio e “quel gruppo di orvietani che sono stati espulsi dal Rotary”. Secondo Borrello: “Si tratta di un progetto dannoso perché unirebbe due debolezze, quella rappresentata dall'amministrazione Mocio e quella rappresentata dall'amministrazione Concina, le quali, entrambe, hanno conseguito e stanno conseguendo risultati fortemente negativi nella gestione politico-amministrativa della città.



Della Fina verrebbe messo in gamba senza alcuna possibilità di autonomia”. Pronta la replica del diretto interessato:” Quando e se qualcuno mi chiedesse la disponibilità a candidarmi a sindaco di Orvieto, ci penserei a lungo e, comunque, accetterei solo alla condizione che vi fosse un reale e largo rinnovamento di volti e di pratiche politiche e un'apertura ampia alla società civile. Quello che si immagina con questo disegno non lo ritengo un progetto politico, ma la sua caricatura. Di conseguenza può avere solo lo scopo di confondere i piani e di creare ulteriore confusione, come se già non ve ne fosse abbastanza nella nostra città".

 

a cura della redazione di TuttOrvieto

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