CRISI: BRUNETTA, MONTI? DOVEVA ESSERE SOLUZIONE, SI E’ RIVELATO PROBLEMA

(AGENPARL) – Roma, 04 giu – “Facciamo quattro conti sul retro di una busta. Un anno fa, primo giugno 2011, lo spread tra Btp a 10 anni e corrispondenti titoli tedeschi registrava 174 punti base. Ai tempi ancora pochi conoscevano questa variabile ma nel giro di qualche mese con l’incubo dello spread abbiamo vissuto un anno di passione, pensando che ci avrebbe portato al tracollo, pensando che in balia dello spread sarebbero esplosi i conti pubblici italiani”. Così l’ex ministro e deputato del Pdl Renato Brunetta in un editoriale pubblicato oggi da “Il Giornale”. “Nel nostro Paese – continua – si pensava che l’esecutivo tecnico guidato dal professor Monti avrebbe risolto tutti i problemi. Non serviva la bacchetta magica: bastava il nome. Invece no. Quella che doveva essere la soluzione si è rivelato essere, al contrario, proprio il problema. Le politiche economiche adottate dal governo da dicembre 2011 a oggi hanno avuto effetti recessivi tali da annullare i risultati positivi attesi. Il governo – sottolinea il coordinatore dei dipartimenti del Pdl – ha sovradimensionato l’entità dei provvedimenti varati rispetto alla misura ottimale, compromettendo, di fatto, il raggiungimento degli obiettivi (overshooting)”. “Così, a un anno di distanza – afferma – le previsioni di crescita del Pil riportano -1,2% nel 2012; +0,5% nel 2013; +1% nel 2014 e +1,2% nel 2015. Il problema Grecia è ancora irrisolto e sul Fondo Salva-Stati la discussione è ancora in alto mare. A parte i numeri, drasticamente cambiati in negativo, il quadro delle decisioni da prendere a livello europeo è rimasto invariato”.
“Probabilmente ci stiamo preparando a una nuova tempesta, che potrebbe verificarsi nella terza settimana di giugno, in concomitanza delle elezioni in Grecia. Il giorno delle dimissioni del presidente Berlusconi, 11 novembre 2011, lo spread registrava 456 punti base, molto simile alla media dell’ultima settimana (455). Perché a novembre tante urla e oggi tanto silenzio? Presidente Monti, proprio perché è l’ora delle scelte difficili – conclude Brunetta – è giunto anche il momento di dire fino in fondo la verità”.

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