Cinquanta articoli, metà delle misure rinviate, coperture “ballerine”: oggi vedrà la luce il decreto Sviluppo. Grazie alla sponda di Giorgio Napolitano, alla pressione di comunità internazionale e imprese, Corrado Passera presenterà oggi ai colleghi ministri l’articolato. I soldi che sono mancati settimana scorsa, alla fine, sono spuntati. All’Economia, dopo le resistenze di Vittorio Grilli, hanno trovato i 200 milioni di euro per finanziare infrastrutture e trasporti, quelle che Silvio Berlusconi chiamava “Grandi opere”. Il provvedimento chiamato “Misure urgenti per la crescita” è al primo punto dell’ordine del giorno del Consiglio dei ministri. Il titolare dello Sviluppo, ex banchiere, è sicuro che si tratti di misure «per una crescita sostenibile», volte a creare «occupazione di qualità», ma, in realtà, è molto deluso. Il pacchetto di interventi è sfoltito rispetto al programma iniziale e alle tante richieste venute dai partiti: «Non c’è mai stato dubbio sul decreto, si tratta solo di ottimizzare le coperture», ha sottolineato Passera. A bloccare tutto, finora, è stata l’assenza di risorse. «Certe cose si possono fare subito, altre con la spending review e le dismissioni», ha ammesso. Ma non si poteva attendere settembre. «Bisogna rilanciare la crescita senza indugio», ha ammonito ieri il Capo dello Stato. Così, dopo una settimana di dibattito tra il premier, il viceministro all’Economia e il ministro per lo Sviluppo, si è arrivati al compromesso: via libera alla prima parte del provvedimento e, eventualmente, il governo ne predisporrà una seconda parte per la fine dell’anno, dopo avere fatto cassa con dismissioni e spending review con tagli più corposi ai ministeri. Per il momento il ministro, che puntava sull’articolato per rilanciare la sua immagine e distaccarsi da quella “lacrime e sangue” del governo anche in vista di un possibile proseguimento della carriera politica, dovrà accontentarsi.
«Servirà tempo per uscire la crisi, ma la direzione che abbiamo preso è giusta», ha detto ieri Monti. Nella bozza del provvedimento c’è di tutto. Compreso una norma che, si dice a Palazzo Chigi, sia stata ispirata direttamente dal Vaticano: si stanziano risorse per comprare derrate alimentari da destinare, attraverso «associazioni caritatevoli» agli indigenti. Passera, che nei giorni scorsi ha ripetutamente minacciato le dimissioni, è riuscito ad avere la meglio, però, sulla struttura per la revisione degli incentivi guidata dall’economista Francesco Giavazzi: col decreto spariranno 43 sussidi per le aziende. Al contrario, però, avrebbe avuto uno stop dal premier: nessuna fuga in avanti, il provvedimento è di tutto il governo. Oggi, alla conferenza stampa di presentazione del provvedimento, il titolare dello Sviluppo verrà infatti accompagnato da due colleghi.
di Paolo Emilio Russo, da Libero

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