Jan Palach e la Libertà


Jan Palach, classe '48, nato a Praga, studente universitario, patriota cecoslovacco e simbolo per gli occidentali del coraggio antisovietico.
In quel tempo l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) stava attraversando un periodo di crisi e di decadenza.
Sul finire degli anni '60 scoppiò una contesa tra i "compagni" di Praga e Mosca, tale scontro fu chiamato con il termine Primavera di Praga.
In Cecoslovacchia succede nel ruolo di segretario comunista, Dubcek, che volle portare in quelle terre un vento riformatore che fu definito "socialismo dal volto umano".
Dubcek si contrappose ai leader russi e si oppose anche quando i capi di Mosca vollero la suddivisone della Cecoslovacchi in tre regioni, quali Boemi, Moravia-Slesia, Slovacchia.
Il segretario di Partito cecoslavacco propose e impose la scissione tra Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca. Questa sua decisone fu considerata un affronto da Mosca, per questo motivo le truppe sovietiche il 20 e 21 agosto 1968 invasero i territori della cecoslovacchia.
I mesi che seguirono, furono carichi di tensione, molti si allontanarono in esilio dalle loro terre, altri restarono a manifestare pacificamente per le loro idee nelle strade e nelle piazze della città.
Jan Palach era un giovane studente di Filosofia che sognava di poter svegliarsi e vedere la sua terra libera dalle catene dell'oppressione sovietica.
Jan il 16 gennaio 1969 decise insieme ad altri che sarebbe morto per compiere un atto che potesse rimanere nella mente della gente dello stato e del mondo.
Jan arrivato in Piazza Venceslao, arrestata la camminata ai piedi della scalinata del Museo Nazionale, si cosparse di benzina e con la fiamma di un accendino appiccò il fuoco.
Si accese come una torcia umana, ma lasciò cadere accanto a sè, lontano dal fuoco, alcuni appunti. I tre giorni che seguirono restò cosciente e ai medici disse di aver preso ad esempio i monaci buddisti del Vietnam.
Il suo esempio fu il più lampante di rivolta contro il regime comunista, contro la repressione per la libertà.
Quella libertà che è il sentimento più puro, che vive dentro di noi che si alimenta di giorno in giorno nel reggiungimento della completezza della soddisfazione umana.
Jan si immolò per i suoi ideali, che portò avanti con immenso coraggio per sperare che un giorno non ci siamo ragazzi che conoscano Jan, ma che comprendano il vero valore della parola Libertà.

di Umberto Garbini

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