Rupe di Orvieto: a 34 anni dalla prima legge speciale si valutano le attuali necessità di monitoraggio ed intervento

A distanza di circa 34 anni dalla promulgazione delle prime leggi speciali per Orvieto, l'Amministrazione Comunale ha ritenuto indispensabile una riflessione sull'efficacia degli strumenti legislativi e sulle prospettive future di contenimento del dissesto idrogeologico e di mantenimento degli interventi effettuati. Per questo, ieri, ha chiamato a convegno decisori politici e tecnici ai vari livelli per riflettere dei "Fenomeni franosi nella Rupe di Orvieto", insieme con la Regione Umbria, l'Osservatorio Rupe di Orvieto e Colle di Todi e l'Alta Scuola.
Un ampio confronto - soprattutto di livello tecnico - su quanto è stato realizzato. Cosa ha significato in termini concreti e di esperienza scientifica e di governo del territorio. Ma anche sui problemi ancora aperti e sui potenziali pericoli che la Rupe ancora corre, se non vengono garantiti monitoraggi e manutenzioni costanti.
"Il convegno - ha detto Endro Martini Presidente dell'Alta Scuola - ha confermato il processo di consolidamento, manutenzione e monitoraggio sinora condotta sulla Rupe di Orvieto. Semmai, questo processo ultra trentennale dovrà proseguire integrando anche le conoscenze che oggi vengono acquisite da parte di diversi soggetti. Sulle pendici vi sono dei segnali su cui è stata richiamata la massima attenzione. A cominciare dalle cavità, perché finora sono state principalmente indagate e sanate le cavità marginali al bordo della Rupe, ma è un tema da dover maggiormente studiare. La manutenzione del suolo e del territorio oggi più che mai è la priorità. Le risorse sono sempre più ridotte ma la manutenzione consente di arrivare prima delle catastrofi definitive. L'osservazione e la manutenzione costante sono un'opera generatrice di nuova economia, cioè lavoro. Ringrazio il Comune di Orvieto per aver voluto fare questa giornata di studio. Un percorso positivo e interessante in prospettiva. Auspico che l'Amministrazione comunale voglia sottoporre a sintesi delle Istituzioni sovra ordinate le conclusioni di un convegno molto importante per andare avanti".
"Forse dovremmo fare uno sforzo aggiuntivo per veicolare le tante informazioni chiuse nell'attività di studio condotta in tutti questi anni - ha detto l'Assessore all'Ambiente del Comune di Orvieto Claudio Margottini - intendo dire che tutte le 350 pubblicazioni realizzate intorno a questo colle siano messe in rete a disposizioni di cittadini e tecnici. Una esperienza quella condotta in tutti questi anni che costituisce uno dei casi di condivisione fra amministrazioni e cittadini. Siamo anche arrivati ad un punto in cui dobbiamo garantire l'efficacia ed efficienza degli interventi nel prossimo futuro. Avendo speso soldi pubblici. Per far questo occorre capire con quali risorse andare avanti e come si muove il paese reale. Sappiamo che il dissesto non è solo un problema di Orvieto ma partendo da Orvieto possiamo cercare di spostare l'attenzione sul resto del Paese. 700 milioni di euro l'anno vengono spesi per il territorio, alcuni dei quali vengono da altre sorgenti rispetto a quelle statali.
E' importante capire da dove vengono i canali finanziari. L'impegno dell'Amministrazione Comunale è quello di trasferire le conclusioni del convegno di oggi ad una seduta politica fra Comune e Regione entro il mese di giugno, per capire insieme come muoverci al fine di assicurare il futuro di questo territorio. Non solo in termini di manutenzione, ma di occasione di sviluppo ovvero: modello di gestione del territorio, lavoro, caso che fa scuola per altre esperienze, corsi sperimentali che servono per aumentare il bagaglio di conoscenza e creare l'indotto per il territorio. Trasferiremo queste tematiche ai decisori perché non vogliamo disperdere quanto di buono è stato fatto da 34 anni a questa parte ad Orvieto e in Umbria".

da OrvietoNews

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