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Lettera aperta al Vice Cordinatore del PDL Enrico Masciarri

Caro Enrico ma anche cari amici che seguite con attenzione il dibattito politico in corso nel PdL,
ho ritenuto opportuno tornare con queste due righe a specificare
meglio il mio dire, per dare sostanza e chiarezza ai pensieri che in
questo difficile momento politico mi accompagnano quotidianamente. Ho
avuto modo di leggere per interposta persona alcune tue considerazioni
che mi sembrano francamente fuori luogo non tanto nei contenuti quanto
nell'approccio dialettico che sembra appartenere più ad un tribunale
dell’inquisizione che non ad un sereno confronto che , come si può
constatare dalle pagine di tutti i quotidiani, si esprime in
dichiarazioni da parte di esponenti del PDL certamente molto diverse tra
loro e senza che questo susciti particolari problemi. Del resto le mie
riflessioni, che partivano dallo spunto di Veneziani sul Secolo
d’Italia ma che vado sostenendo da tempo , non sono diverse da quelle
espresse da Ignazio la Russa, Giorgia Meloni e tanti altri dirigenti del
Pdl che ricoprono incarichi di responsabilità nel partito . Non solo ,
quanto da me esternato attraverso i social network era quanto in
sincerità e libertà avevo detto nel corso dell'ultimo Coordinamento
Regionale . Il mio ruolo di coordinatore Provinciale non è affatto in
contrasto con la possibilità di esprimere le mie opinioni visto che ,
come tu stesso dici , persino il presidente del Senato Schifani dice la
sua criticando neppure tanto velatamente alcuni atteggiamenti e
dichiarazioni di Berlusconi .La verità è che la schizofrenia che a volte
regna nel PDL non può continuare . Sosteniamo il governo Monti votando i
suoi provvedimenti ma poi vorremmo proporre una sorta di disobbedienza
civile sull’IMU ; il nostro elettorato ci punisce anche e soprattutto
per il sostegno a questo governo e c’è chi pensa addirittura di
replicare questa stessa maggioranza anche nella prossima legislatura.
Il partito avvia la stagione dei Congressi salvo poi interrompere a
metà questo percorso ci si sente dire che il partito tessere e congressi
va cancellato . Beh francamente credo che ci si dovrebbe preoccupare
molto di più di un partito e di una proposta politica ogni giorno più
evanescente che non di chi si interroga su come ridare slancio
all’intero centrodestra .Io sono e resto un uomo di destra che ha
creduto nel percorso politico che ha intrapreso ma che non è disposto a
tacere a fronte di errori madornali che cancellano soprattutto ogni
possibilità di esistenza di quel PDL al quale tutti dicono di tenere ma
che non si può salvare solo con vacue affermazioni di principio o altre
boutade da dare in pasto ai mass media .L’ho fatto e continuerò a farlo
, perché non c’è nessuna risposta da dare a domande retoriche senza
senso , perchè sono un uomo libero e perché è utile in questo momento
non mettere la testa sotto la sabbia ma prepararsi a scalare la montagna
di difficolta che ci attendono per tentare di creare le condizioni
migliori per rendere permanente il valore del centrodestra in termini di
consensi in Italia ed in Umbria.
Oggi il dibattito interno al Pdl
si sta consumando a 360 gradi su tutte le ipotesi possibili. Tutti i i
maggiori referenti si stanno interrogando per capire quale sia la
tattica migliore per evitare di essere marginali nella politica
nazionale. Il Polo delle libertà prima , successivamente la Casa delle
libertà e poi il PdL hanno costituito un' evoluzione nella quale i
partiti e tutte le componenti politiche hanno sacrificato i propri
egoismi per il raggiungimento di un obiettivo più grande e cioè rendere
il bipolarsismo permanente e tendere sempre più ad un sistema
bipartitico che avvicinasse l'Italia alle altre democrazie europee.
Tutto questo purtroppo non si è realizzato per una concatenazione di
fattori , la crisi globale dell'economia, lo sfaldamento della
maggioranza, gli scandali , l'antipolitica ed il declino di Berlusconi
che , piaccia o meno, é stato nel bene e nel male il demiurgo dei
successi del centrodestra ma anche il limite al fatto che lo stesso
potesse radicarsi, come punto fermo anche dopo di lui .Come vedi ,
l'analisi ci porta lontano alla genesi ed alle diverse evoluzioni degli
ultimi vent'anni .
Potremmo proseguire parlando di Fini e dei suoi
errori , di Casini e dell 'Udc che sono stati nostri partner ma ora sono
nostri oppositori anche se a giorni alterni, a secondo di come i nostri
nel Pdl si svegliano, oscilliamo tra gli anatemi e le lusinghe.
Potremmo soprattutto parlare di Berlusconi che a mio avviso ha dato
tutto ma é stato anche il limite per un rinnovato Pdl . Oggi le maggiori
divergenze non sono tra ex AN ed ex FI , ma tra Alfano e Berlusconi,
Schifani e Scaiola, tra chi vuole rompere il Pdl per fare liste civiche
( Berlusconi )e chi dice rinnoviamo e consolidiamo il Pdl (Alfano) ,
tra formattatori e revisionatori e anche tra intransigenti e appiattiti,
tra chi dice io voglio rischiare oggi per vincere domani e chi dice mi
tengo stretto un partito che sta scivolando ai minimi, pur di conservare
lo scranno in parlamento . Beh , caro Enrico e cari amici, di fronte a
tutti questi e alla babele che ne consegue io credo che la base , la
periferia, i territori come a te piace chiamarli , abbiano più saggezza e
capacita di vedute lunghe molto più di questi soloni che stanno
spegnendo per consunzione un progetto che appena due anni fa viaggiava
al 35 per cento. Io credo che abbiamo il dovere di parlare e dire ognuno
di noi ai propri riferimenti umani parole chiare e non consolatorie
illustrando la gravita della situazione e non minimizzando.
Il
centrodestra ha vinto diviso (1994 alleanze diverse tra nord e sud con
AN che correva da sola al nord rispetto all'asse FI -Lega ), ha vinto
con la federazione degli alleati(casa della Libertà) , ha vinto con il
partito unitario e con un pezzo di vecchia alleanza(udc) contro.
L'importante é tornare a vincere . Si farà lo spacchettamento come vuole
Berlusconi anche se oggi ha fatto (l’ennesima) marcia indietro? Se
accadrà la destra non rischia di rimanere apolide e lavorerà al recupero
di tanti elettori che hanno scelto di non votare o votare Grillo. I
moderati, i riformisti ,i liberali e i cattolici faranno altrettanto
anche se ho l’impressione che ciò che serve non siano formule ma idee e
francamente di quest’ultime ne scorgo pochine . Non si farà nulla.? Ci
terremo stretti il Pdl e cercheremo di rilanciarlo . L'unica cosa che
non ci possiamo permettere è di stare immobili , perché quello si che
rischia di cancellare per sempre ogni possibilità di tornare
protagonisti.
Sono certo che queste mie precisazioni serviranno non
solo a te ma soprattutto a coloro che guardano al nostro impegno
politico per comprendere che l’intento è quello di ri-unire e non di
dividere . Senza però che questo possa significare che il PDL deve
essere vissuto come una caserma o peggio come una prigione . attendendo
supinamente acriticamente e ineluttabilmente le scelte di altri e
aspettando, come nell’opera di Samuel Beckett ,quel Godot che non
arriverà mai .
di Alfredo De Sio
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