Gli avvocati spoletini smentiscono i colleghi orvietani

Paolo Feliziani, presidente dell'ordine forense di Spoleto, controbatte punto su punto alle accuse degli avvocati orvietani secondo cui la salvezza del tribunale di Spoleto sarebbe dipesa da appoggi politici nonostante la scarsa efficenza della locale sede di giustizia. Questo l'intervento dell'avvocato Feliziani:



Dichiarazioni di rappresentanti di alcune forze politiche orvietane, nonché di Avvocati dello stesso Foro, affrontano la delicata questione del futuro del Tribunale di Orvieto in termini semplicisticamente polemici e di infondata contrapposizione tra il destino di tale Ufficio giudiziario e quello ipotizzato per il Tribunale spoletino. Quasi che il progetto di radicale revisione della geografia giudiziaria avviato lo scorso anno sull’intero territorio nazionale -giudici di pace, sezioni distaccate di tribunale ed infine tribunali di città non capoluogo di provincia- si riducesse, quanto al Distretto della Corte di Appello di Perugia, ad una esiziale lotta fratricida tra il Tribunale di Orvieto e quello di Spoleto.



Alcune di quelle dichiarazioni avrebbero meritato appropriata confutazione, per evidenziare decisive omissioni sul rapporto costi/risultati e una enfatizzazione di indici di produttività avulsi da qualsivoglia valutazione di incidenza della prolungata scopertura dei ruoli sia magistratuali che amministrativi (quale quella, gravissima, che per più anni ha sofferto il Tribunale di Spoleto). Abbiamo evitato ogni replica per non cadere in una inutile quanto autolesionistica “guerra tra poveri” nella consapevolezza che la politica dei “polli di Renzo” non avrebbe giovato a nessuno, se non ai fautori dei processi di massimo accentramento dei servizi con rischi ben maggiori di quelli, pur gravissimi, che si profilano.



Il nostro Ordine forense infatti è da trent’anni in prima linea nella difesa dei presidi giudiziari periferici, e più in generale per il mantenimento -ed anzi potenziamento finalizzato alla ottimizzazione del servizio- di una giustizia di prossimità, e si è sempre mantenuto vigile e mobilitato per rintuzzare ogni iniziativa che potesse indebolire le nostre sacrosante ragioni di difesa. Di questa attività, concretizzatasi nella costituzione di un Coordinamento Nazionale dei Tribunali Minori, ne sono buoni testimoni quei colleghi orvietani sensibili e lungimiranti, primo fra tutti l’Avv. Francesco Cinti, che con noi hanno condiviso quelle battaglie e con noi si sono spesi per cercare di affermare, tra fortissime resistenze categoriali, politiche, economiche, la filosofia di una giustizia vicina al cittadino. Abbiamo dunque sempre difeso tutti gli uffici giudiziari del Distretto dell’Umbria, non solo i nostri due Tribunali, ma anche Giudici di Pace e Sezioni distaccate, per mantenere sull’intero territorio regionale un reticolo quanto più possibile riproducente i preesistenti e soppressi mandamenti pretorili.

Desta dunque sconcerto e rammarico registrare che, dimenticando questo tormentato percorso, qualcuno sollevi l’ingannevole slogan “Perché Spoleto e non piuttosto Orvieto?” senza comprendere che ciò che può salvare l’una e l’altra delle nostre realtà non è una sterile e piuttosto miope contrapposizione, quanto la capacità di proporre progetti concreti e praticabili che, coerentemente iscrivendosi nei criteri della legge delega per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, offrano una realistica riconfigurazione in termini di riequilibrio territoriale, demografico e funzionale del Distretto della Corte di Appello.



E’ noto che, come per ogni altra parte d’Italia, lo studio ministeriale persegue come scopo prioritario quello di decongestionare il sovraccarico e sovradimensionato Tribunale di Perugia, che attualmente amministra quasi i due terzi dell’intera regione, ridistribuendone le competenze nell’area provinciale, peraltro con standards numerici decisamente elevati. E’ specificamente in tale ottica che il Tribunale di Spoleto ha rilevanti ragioni oggettive per motivare un proprio potenziamento, ben inteso a scapito di nessun altro, mentre è ingeneroso e fuorviante alludere a “santi in paradiso” o “eserciti degli interessi vincenti” che favorirebbero i destini di Spoleto rispetto a quelli di Orvieto o di qualsiasi altra consorella città.





Ancor più sconcertanti e paradossali appaiono alcune velate allusioni nei confronti del Senatore Domenico Benedetti Valentini, cui sembra quasi volersi addebitare una responsabilità del riassetto finale degli uffici giudiziari umbri e dei pesanti tagli che esso comporterebbe. Insinuazioni ingiuste e sommamente ingrate nei riguardi dell’unico politico che per oltre 20 anni si è appassionatamente battuto per il mantenimento dei presidi giudiziari in tutte le città della nostra regione, conducendo la stessa azione per tantissime analoghe realtà sparse nel territorio nazionale, che infatti gliene danno unanime atto. Purtroppo, e gli Avvocati italiani e i resoconti parlamentari scaricabili da Internet ne sono testimoni, in questa sua meritoria azione si è trovato quasi sempre in solitudine, nella diffusa e colpevole indifferenza dei politici e di molti amministratori, anche di quelli che oggi, nell’estremo tentativo di sottrarsi alle proprie responsabilità, vorrebbero fare un capro espiatorio proprio di chi ha garantito l’esistenza delle istituzioni giudiziarie di cui ancora possiamo parlare.

La nostra esortazione, pertanto, è semmai quella di sostenere Benedetti Valentini e quanti altri Parlamentari disponibili, nella difesa a oltranza di tutte le città giudiziarie che hanno l’unica colpa di non essere capoluoghi di provincia, posto che con la falcidie dei Giudici di Pace la giustizia ha dato abbastanza in termini di spending review, e nel portare avanti l’allargamento dei circondari più piccoli a territori di altri Distretti e regioni limitrofi. Tale operazione ben potrebbe giovare ad Orvieto perché, se la legge assegna priorità agli accorpamenti nella stessa area provinciale, non esclude però che in casi particolari si possano anche fare aggregazioni ultradistrettuali che prefigurino il prossimo riordino delle Corti di Appello. 


da TuttOrvieto

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