Un nuovo inizio di Alfredo De Sio

Occorre avere consapevolezza della realtà e quanto dice Marcello Veneziani è l’espressione sintetica e più completa di quanto da più parti insieme a tanti amici sosteniamo da tempo. Chi proviene dalla storia della destra nelle sue diverse evoluzioni ha raggiunto obiettivi storici che possono renderci orgogliosi ma non appagati. La fine del dopoguerra, la destra come polo escluso che torna protagonista, la capacità di lavorare alla creazione di un progetto comune che unisse tutti coloro che erano e sono alternativi alla sinistra per la creazione di un bipolarismo maturo dove destra e sinistra si confrontano con la legittimazione delle idee e delle loro storie politiche e culturali.
Oggi alcuni di questi obiettivi sono stati raggiunti ma nello stesso tempo la crisi globale economica e politica mette a nudo l’inadeguatezza di formule dove le idee progressivamente sono state sostituite dalla necessità di inseguire un non meglio identificato obiettivo di vittoria a tutti i costi. Pur di vincere si è rinunciato a difendere i valori non negoziabili che erano l’elemento distintivo ma anche il patrimonio di consenso che ci permetteva in una politica di alleanze di essere riconoscibili e perciò utili anche sotto il profilo degli obiettivi.
Il risultato è che progressivamente si sono appannate non solo le aspettative per un nuovo modo di essere “il centrodestra “, ma anche le certezze sui capisaldi identitari che costituivano il bagaglio politico culturale e di azione dei soggetti fondatori.
E’ innegabile che il prezzo maggiore in termini di politica e valori riconoscibili lo abbiamo pagato noi che avevamo una storia a differenza di altri . La destra italiana aveva si il compito di andare oltre e bene abbiamo fatto , ma senza dimenticare che la sua forza e la sua capacità di essere riuscita a sopravvivere a tante difficoltà risiedeva nella sua atipicità rispetto ad altre realtà in Europa.
Certamente per ragioni storiche, ma anche per contenuti ideali che l’hanno resa nell’immaginario collettivo interclassista, svincolata da interessi lobbistici, custode dei principi di gerarchia e merito, estremo difensore di ogni forma di legalità, portatrice autentica di principi di solidarietà , socialità e libertà.
Tutto questo patrimonio, indipendentemente dalla nostra volontà ,è andato progressivamente appannandosi fino a diventare impercettibile o meglio relativo e perciò sacrificabile in ogni circostanza alla tattica interna al partito ,alla stabilità di governo, alla lealtà al premier anche quando sbagliava . Oggi ciò che appare di noi è questo e se accanto a queste valutazioni, che saranno pure opinabili, ci mettiamo la vicenda Fini , la diaspora e tutto quello che abbiamo vissuto , il risultato è comunque lo stesso e cioè che il PDL ha centrato molti obiettivi ma non è riuscito né a scaldare il cuore dei nostri elettori né a costruire il suo futuro .
L’eclissi della destra politica è un male per l’Italia ; ecco perché al di la dei tatticismi occorre riprendere l’iniziativa , non per disgregare ma per ricostruire con mattoni solidi identità percorsi ed obiettivi. Una Costituente di Destra fra tutti coloro che sono i movimenti e le aggregazioni che orbitano in questa area culturale non è ne un azzardo né un salto nel buio ma più semplicemente un salto verso il futuro occupando i nostri spazi prima che il qualunquismo faccia tabula rasa di ogni differenza e di ogni identità .
 
di Alfredo De Sio, Cons. Regionale Pdl Umbria

Commenti

Posta un commento